Roma in quattro piatti: un viaggio nel gusto, tra stagionalità e sapori autentici

Cacio e pepe con fave fresche
Cacio e pepe con fave fresche

Dall’antipasto al dolce, alla scoperta dei piatti tipici della tradizione romana

La cucina romana è un patrimonio che racconta secoli di cultura, influenze popolari e radici antichissime. Verace nei sapori e capace di sorprendere con la sua semplicità, trova nella primavera una stagione ideale per esprimersi al meglio. Dai carciofi ai tonnarelli, dall’abbacchio alla torta di ricotta e visciole, ecco il nostro itinerario gastronomico in quattro tappe – una per ogni portata – da vivere nei migliori ristoranti della Capitale.

Antipasto – Carciofi alla giudia o alla romana: due anime dello stesso cuore
Simbolo indiscusso della cucina capitolina, il carciofo è il protagonista assoluto della primavera romana. Due versioni iconiche rispecchiano l’anima della città: quella alla giudia, profondamente legata alla tradizione ebraico-romanesca, trasforma il carciofo in una rosa croccante e dorata, fritta interamente in olio bollente; quella alla romana, invece, lo cuoce lentamente con mentuccia, aglio e prezzemolo, restituendo una consistenza morbida e un profumo erbaceo avvolgente.

La prima, coreografica e irresistibile, come un fiore che si apre nell’olio bollente, trova la sua massima espressione in indirizzi storici come Nonna Betta, nel cuore del Ghetto, dove viene servita secondo la ricetta originale tramandata da generazioni. La seconda, più sobria ma altrettanto ricca di carattere, si gusta al meglio da Checchino dal 1887, a Testaccio, tempio della cucina romana d’autore, dove la tradizione viene servita con elegante rigore.

Primo – Tonnarelli cacio e pepe: l’essenza della semplicità
Pochi piatti riescono a raccontare Roma con la stessa forza evocativa della cacio e pepe. Nata tra i pascoli dell’Appennino laziale, era il pasto essenziale dei pastori: solo pasta secca, formaggio stagionato e pepe, ingredienti resistenti al tempo e alla fatica, ma capaci di dare vita a un’armonia straordinaria.

Tre elementi – tonnarelli, pecorino romano e pepe nero – che, nella loro essenzialità, restituiscono l’anima più autentica della cucina romana: vigorosa, essenziale, senza orpelli. In versione primaverile, arricchita da fave fresche, il piatto si apre a una nota vegetale lieve e vellutata, che ne esalta la cremosità e bilancia la sapidità.

Tra gli indirizzi imperdibili per gustarla nella forma più classica c’è Felice a Testaccio, dove la mantecatura al tavolo è un piccolo rito che accompagna ogni piatto, trasformando ogni porzione in uno spettacolo intimo e appagante. Per chi cerca una lettura più contemporanea, Osteria Fernanda, nel quartiere Portuense, propone una variante raffinata e calibrata, in cui la tradizione dialoga con l’alta cucina senza perdere autenticità.

Secondo – Abbacchio al forno con patate: la festa della primavera
Simbolo per eccellenza della Pasqua romana, l’abbacchio al forno rappresenta molto più di un semplice secondo: è un rito stagionale, un omaggio alla rinascita della natura e alla convivialità domestica. Abbacchio, nella lingua del contado, designa l’agnello da latte, tenero e delicato, che veniva tradizionalmente cucinato per celebrare l’arrivo della primavera, in un connubio di sapori semplici e gesti antichi.

Cotta lentamente con rosmarino fresco, spicchi d’aglio e un sorso generoso di vino bianco, che ne esalta profumo e tenerezza, la carne sviluppa aromi avvolgenti, mantenendo una consistenza succosa e vellutata. Accanto, le patate arrosto, ben dorate e profumate d’erbe, completano il piatto con una nota rustica e confortante.

Per chi cerca un’esperienza fedele alla tradizione, Armando al Pantheon ne propone una versione classica, servita con sobria eleganza. Chi invece desidera riscoprirlo in chiave creativa, può lasciarsi sorprendere da SantoPalato a San Giovanni, dove la cucina romana si rinnova con intelligenza, senza mai smarrire la propria identità.

Dolce – Torta ricotta e visciole: un dolce dal cuore antico
Nata dall’intreccio silenzioso tra la tradizione ebraica e quella contadina del Lazio, la torta ricotta e visciole è un dolce che parla una lingua antica. La sua origine si fa risalire alle cucine del Ghetto romano, dove — per aggirare antiche proibizioni religiose sul consumo esplicito di formaggi — la ricotta veniva “nascosta” tra due dischi di pasta e accompagnata da frutta conservata. Così è nata una delle creazioni più amate della pasticceria romana, ancora oggi capace di emozionare al primo morso.

La ricotta, cremosa e leggermente sapida, si fonde perfettamente con l’acidità gentile delle visciole — piccole ciliegie selvatiche dal gusto inconfondibile — su una frolla sottile e croccante. Il risultato è un dolce essenziale e profondo, che chiude il pasto con grazia e intensità. Si gusta in purezza, senza aggiunte: è il tempo, più che la tecnica, ad averne scolpito la perfezione.

Un assaggio memorabile di questo dessert speciale vi attende alla Pasticceria Boccione, nel cuore del Ghetto: un laboratorio senza insegna, dove il profumo di forno guida i passi di curiosi e devoti. Chi invece preferisce un’interpretazione più misurata e contemporanea, può trovare da Roscioli Caffè, a due passi da Campo de’ Fiori, una versione impeccabile per equilibrio e leggerezza, servita con sobria eleganza.

TriviHo – Luxury Hotel Rome: dove l’eleganza incontra il sapore

Design, comfort e una posizione privilegiata per esplorare Roma, anche a tavola

Nel cuore della Capitale, tra via Veneto e Piazza Barberini, TriviHo – Luxury Hotel è un invito a vivere Roma con stile. Atmosfere artistiche, cura per i dettagli e un’accoglienza cordiale fanno di questo boutique hotel il punto di partenza ideale per esplorare la città, anche attraverso i suoi sapori più autentici.

Ogni tappa del nostro itinerario gastronomico, dai ristoranti iconici alle pasticcerie storiche, è facilmente raggiungibile grazie alla posizione centrale di TriviHo. La giornata inizia con una colazione internazionale a buffet, pensata per soddisfare ogni palato: proposte dolci e salate, selezionate con attenzione per qualità e stagionalità.

Dopo una passeggiata tra i sapori della Roma più genuina, il ritorno in hotel si trasforma in un momento di puro relax: le camere, silenziose e confortevoli, sono progettate per offrire benessere e intimità, in un’estetica essenziale e accogliente. Al calar del sole, basterà salire sulla terrazza panoramica del TH Roof: un calice in mano, i colori della golden hour e lo sguardo che si perde sui tetti di Roma.

Sempre a disposizione degli ospiti, il nostro team saprà consigliare il locale perfetto, organizzare esperienze su misura o semplicemente rendere il soggiorno ancora più piacevole. Prenota ora su triviho.com e lasciati conquistare dal lato elegante di Roma.